Presentate le nuove linee progettuali per la pastorale giovanile italiana

Si è concluso a Terrasini il XVI Convegno nazionale PG con la presentazione delle Linee guida per la pastorale giovanile italiana, una cassetta degli attrezzi con gli strumenti che servono per lavorare insieme. Le linee sono state pensate come “complementari” ai tre volumi della “piccola biblioteca del Sinodo” (instrumentum laboris, documento finale, esortazione apostolica)

In attesa della pubblicazione, anticipato il testo della prima parte delle premesse d’utilizzo.


1. UNO STRUMENTO CHE INAUGURA UNA PLURALITà DI PERCORSI

Abbiamo dato a questo strumento il titolo di Linee Progettuali (LP): esse intendono sostenere il lavoro pastorale rivolto alle nuove generazioni delle diocesi e delle comunità parrocchiali, fornendo alcune linee indicative per una maggiore consapevolezza pastorale e una più radicata intenzionalità educativa. Queste linee non sono un progetto operativo e hanno bisogno di una declinazione concreta nelle tante realtà che compongono la Chiesa italiana. Allo stesso tempo sono uno strumento che si colloca in un determinato tempo storico (al termine del decennio dedicato all’educazione e subito dopo il Sinodo dei giovani) e sono pensate per un tempo di grazia specifico che ci chiede di accogliere e attuare le istanze del Sinodo stesso; un tempo carico di opportunità e novità, così come di fatiche ed emergenze. Perciò sono uno strumento parziale che non intende esaurire la cura appassionata dei cristiani verso i propri fratelli più piccoli, ma vuole valorizzarla e renderla di tutti (DF 128).
Per questo motivo queste LP non si rivolgono esclusivamente agli incaricati di PG, ma certamente a tutte le équipe educative (e a quelle persone che si prendono cura a diversi livelli dei giovani) e, se possibile, all’intera comunità cristiana, utilizzandole anche per una riflessione più ampia sul ruolo che gli adulti hanno nell’incontrare e accogliere i più giovani. Sono anche uno strumento che può favorire il dialogo e la collaborazione tra il livello diocesano e quello parrocchiale, nonché con le associazioni, i movimenti e le attività promosse dalla presenza nei territori della vita consacrata.
Il termine “linee” intende, da una parte, riconoscere una libertà necessaria per lasciar spazio a un discernimento condiviso e continuo delle comunità cristiane, dall’altra la pluralità del termine suggerisce che non esiste una ricetta unica e risolutiva e nemmeno degli obiettivi assoluti. è a piccoli passi che si può conseguire la meta stando accanto ai giovani, condividendo le loro esistenze, certi che il Signore si rende presente quando siamo capaci di essere fraterni, quando diamo volto alla comunione nella prossimità. Il signore è con noi quando facciamo casa, quando diamo compimento a un’alleanza buona con le nuove generazioni. Questa è la finalità ultima di tutto il nostro progettare.

(Linee progettuali per la pastorale giovanile italiana, Premesse d’utilizzo)